Di Michela Beatrice Ferri

Lunedì 27 Gennaio 2020 ricorre il 75esimo anniversario della liberazione del campo di sterminio di Auschwitz da parte delle truppe sovietiche.

Come indica il testo della Legge 20 luglio 2000, n. 211 per la istituzione del “Giorno della Memoria” in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 177 del 31 luglio 2000 –

Art. 1.: 1. La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, “Giorno della Memoria”, al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati. Art. 2.: 1. In occasione del “Giorno della Memoria” di cui all’articolo 1, sono organizzati cerimonie, iniziative, incontri e momenti comuni di narrazione dei fatti e di riflessione, in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado, su quanto è accaduto al popolo ebraico e ai deportati militari e politici italiani nei campi nazisti in modo da conservare nel futuro dell’Italia la memoria di un tragico ed oscuro periodo della storia nel nostro Paese e in Europa, e affinché simili eventi non possano mai più accadere.

Il 27 Gennaio 2013 a Milano veniva inaugurato il Memoriale della Shoah, ubicato sotto la Stazione Centrale, a piano strada, di fronte al palazzo delle ex Regie Poste. Come indicato dalla Fondazione del Memoriale della Shoah, lo scopo di questo luogo è «realizzare – nello stesso luogo in cui ebbe inizio a Milano l’orrore della Shoah – uno spazio che non solo ci “ricordi di ricordare”, rendendo omaggio alle vittime dello sterminio, ma che rappresenti anche un contesto vivo e dialettico in cui rielaborare attivamente la tragedia della Shoah. Un luogo di commemorazione, quindi, ma anche uno spazio per costruire il futuro e favorire la convivenza civile» Nelle intenzioni della Fondazione «il Memoriale non è pensato per essere un Museo, ma rappresenta un laboratorio del presente e vuole configurarsi come un luogo dell’intera comunità civile, della costruzione di memoria collettiva e di consapevolezza individuale». Quella parola, “indifferenza”: posta all’ingresso del Memoriale della Shoah, deve portare ogni individuo che vi si pone di fronte alla riflessione su ciò che è il male nella sua origine. “Indifferenza”, verso la sofferenza, verso il male dell’umanità, in opposizione a “coraggio”, a “scelta”, a “memoria”, a “ricordo”.

Domenica 02 Febbraio 2020 Liliana Segre, la senatrice a vita sopravvissuta ad Auschwitz, tornerà con la Comunità di Sant’Egidio e con la Comunità Ebraica di Milano, al Binario 21 della Stazione Centrale, da dove partì il giorno 30 Gennaio 1944 all’età di 13 anni. L’Associazione “Figli della Shoah” ha organizzato due mostre da visitare presso il Palazzo della Regione Lombardia. La prima, intitolata: “Gli ebrei sotto al Regno sabaudo” – un percorso per immagini che serve a ripercorrere le tappe che portarono gli ebrei italiani prima alla discriminazione e poi alla persecuzione e dunque alla deportazione: ci sono manifesti, quotidiani, fotografie, francobolli, lettere e cartoline postali appartenenti al collezionista milanese Gianfranco Moscati. La seconda, intitolata: “La Brigata Ebraica nella guerra di liberazione dell’Italia” è curata dal Museo della Brigata Ebraica – facente riferimento alla sinagoga Beth Shlomo di Milano. Sono esposti manifesti, divise, e oggettistica originali che raccontano la nascita e la storia degli oltre cinquemila ebrei provenienti da tutto il mondo, che combatterono uniti sul fronte italiano sotto il vessillo del Maghen David.

Intesa Sanpaolo organizza presso il proprio museo delle Gallerie d’Italia – Piazza Scala a Milano – la mostra “Storie restituite. I documenti della persecuzione antisemita nell’Archivio Storico Intesa Sanpaolo” che presenta il progetto di riordino del fondo archivistico riguardante i beni espropriati, confiscati e sequestrati in Lombardia dallo “Egeli” – Ente di Gestione e Liquidazione Immobiliare – organo governativo che ebbe un ruolo chiave nella spoliazione degli ebrei fra il 1939 e il 1945. Il fondo è costituito da 300 faldoni d’archivio contenenti oltre 1500 pratiche nominative di cittadini ebrei italiani e stranieri che, a partire dal 1939, subirono un provvedimento di confisca e sequestro dei beni; a questi si aggiungono circa 500 pratiche di cittadini dichiarati nemici dopo il 10 giugno 1940, data dell’entrata in guerra dell’Italia, i cui beni furono confiscati da Egeli sulla base della legge di guerra. Il percorso espositivo, curato da Barbara Costa, responsabile dell’Archivio storico di Intesa Sanpaolo, e da Carla Cioglia, è basato sul racconto di sei storie emblematiche tratte dai fascicoli d’Archivio – Eugenio Colorni, Rinaldo Jona, Aurelia Josz, Gino Emanuele Neppi, Piero Sonnino, Shulim Vogelmann – e mette in luce l’intreccio fra la dimensione storica e quella umana che scaturisce dai documenti. Si tratta di storie che non sarebbero emerse senza il prezioso lavoro di tutela e valorizzazione effettuato dagli archivi.

Da ricordare il Lunedì 27 gennaio 2020 a Milano quello che fu l’Hotel Regina – in via Santa Margherita, angolo via Silvio Pellico – dove dal 13 settembre 1943 fino alla liberazione di Milano, e fino al 30 aprile 1945, quando giunsero le truppe alleate, ebbero sede il Comando delle SS (Schutzstaffel – Reparti di Difesa – erano un’unità paramilitare d’élite del Partito Nazista) e il quartier generale della Gestapo (Geheime Staatspolizei – Polizia Segreta di Stato – era la polizia politica del Terzo Reich) a Milano.

Che il giorno della Memoria diventi anche e soprattutto una occasione per i giovani di ascolto delle vive testimonianze dei sopravvissuti, e di letture dedicate alla Shoah. Tra le nuove pubblicazioni, segnalo “La pietra nera del ricordo” di Giulio Busi, con un contributo di Silvana Greco sulla sopravvissuta Liliana Segre. Nel volume, Giulio Busi – ebraista e docente presso la Freie Universität Berlin – analizza ed elabora episodi del presente e del passato che raccontano in retrospettiva questo momento della storia da non dimenticare. Che il giorno della Memoria diventi momenti per la riflessione sulle persecuzioni messe in atto nella storia – e se vogliamo, anche solo nella storia più vicina a noi. Perché un secolo non è lontano: è vicino, è la casa delle nostre radici.

_________________________________________________________________________

Pubblicazione gratuita di libera circolazione. Gli Autori non sono soggetti a compensi per le loro opere. Se per errore qualche testo o immagine fosse pubblicato in via inappropriata chiediamo agli Autori di segnalarci il fatto e provvederemo alla sua cancellazione dal sito

LEAVE A REPLY