di Aldo Ferrara

Il commensale ospitante: Aleksej Miller. Presidente del CdA della GAZPROM, nato a Leningrado nel gennaio 1962, laureato in Scienza delle Finanze ed Economia presso l’Universita Voznesensky della sua città. Dopo la laurea assume il ruolo di massimo progettista della divisione di Infrastrutture Pubbliche di Leningrado (Lenniiproekt). Nel 1990, in piena epoca Eltsin, inizia la sua carriera pubblica come responsabile delle relazioni esterne del Comune di San Pietroburgo. Una carriera tutta in casa, ma comunque da politico in ascesa. Dal 1996 al 1999 dirige e presiede l’Autorità portuale di San Pietroburgo per dirigere poi la Baltiyskaya Truboprovodnaya Sistema, ossia la rete di oleodotti del Baltico. Ministro dell’Energia nel 2000, poi massimo dirigente di GAZPROM. Ma non basta. Ha anche meriti italiani per essere stato nominato Grande Ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica italiana su nomina, nel 2010, del Presidente Napolitano. L’ospite atteso era il nostro Ambasciatore italiano nella Federazione Russa, Dr. Pasquale Terracciano. L’incontro a Mosca, con carattere istituzionale, si è svolto il 20 marzo, in piena fase di stallo politico, essendo il nostro Governo a pochi giorni dalle dimissioni e dagli affari correnti.

Incontro a Mosca.

Al centro dei colloqui, lo stato dell’arte e le future prospettive della cooperazione bilaterale, che , come noto, è di altissimo livello visto che l’Italia è attualmente il terzo importatore di gas russo. Secondo i dati preliminari, le esportazioni di gas dalla Russia verso l’Italia sono cresciute del 99% tra il 1° e il 19 marzo 2018, rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso (Gazprom, 2018).

È il contesto geopolitico ed internazionale che rende tali rapporti complessi, se non problematici, specie dopo l’insuccesso del South Stream, fortemente voluto da Gazprom e dal Governo Prodi. L’allora Ministro del MISE, Pierluigi Bersani scrisse in un comunicato stampa …“Il progetto South Stream mira a rafforzare la sicurezza energetica in Europa. L’accordo firmato oggi costituisce un’ulteriore testimonianza della partnership strategica tra l’Italia e la Federazione russa che noi intendiamo mettere al servizio dei rapporti di collaborazione tra l’Unione europea e la Russia”. Era il giugno 2007. (Archivio ENI, Comunicati Stampa).

Da allora, molti accadimenti hanno messo a repentaglio la funzionalità di numerosi oleodotti del fascio di Pipelines Meridionali. Il Nabucco, fortemente voluto da Obama, non è mai nato. Trans-Anatolian- Pipeline (TANAP) e Trand Adriatic Pipeline (TAP) veicoleranno gas dal mega-giacimento di Shah-Deniz, in Azerbajian, entro il 2020. Poseidon attraverserà il Mediterraneo con i suoi 1900 km sin dal giacimento Leviathan a ridosso delle coste mediorientali e cipriote. Ma il territorio con cui bisognerà fare i conti è quello turco di Erdogan. Tranquilli! Ci pensa Putin che, con il Sultano turco, è ormai in ottimi rapporti.

Dunque nell’incontro italo-russo particolare attenzione è stata dedicata alla diversificazione delle rotte di esportazione del gas dalla Russia verso l’Europa. Le parti hanno esaminato tutte le possibilità di una rotta meridionale di rifornimento che si estenda attraverso il Mar Nero. Ecco la carta di Miller: il completamento di oltre il 50 per cento della sezione offshore del gasdotto Turk Stream. È la seconda stringa del gasdotto, quella atta a rifornire i Paesi del Sud-Europa con circa 15,75 miliardi di metri cubi di gas all’anno.

Fonte: Gazprom 2018

In sintesi i rapporti commerciali con Russia, che attualmente è sotto sanzione europea, sono splendidi. Nel 2017, sono stati consegnati in Italia 23,8 miliardi di metri cubi di gas russo tramite i principali partner di Gazprom nel mercato italiano, Eni ed Edison. In pratica la morsa meridionale della tenaglia russa. Quella settentrionale è il North Stream II.

La storia recente del Poseidon e del Turk Stream

Il 2 giugno 2017 Gazprom, Edison e DEPA, consociata Edison, hanno siglato un accordo di cooperazione volto a stabilire una rotta meridionale per le forniture di gas dalla Russia all’Europa, che attraverserebbe la Turchia verso la Grecia e oltre l’Italia, appunto il Poseidon. A ciò si aggiunga il Turk Stream, gasdotto che si estende attraverso il Mar Nero dalla Russia alla Turchia e oltre il confine con la Turchia con i paesi limitrofi. La prima stringa del gasdotto è destinata ai consumatori turchi, mentre la seconda stringa fornirà il gas all’Europa. La costruzione della sezione offshore di Turk Stream è iniziata nel maggio 2017.

Detti accordi tra un Paese non UE, la Federazione Russa, ed un Paese aderente, Italia, fanno perfetto pendant con il North Stream II che, dalla baia di Narva, Russia, trasferirà gas & oil all’Europa, via Germania (Lubmin ,distretto di Greifswald) nella misura di oltre 4.9 trillion m3, più del doppio delle riserve attuali EU (1.9 trillion).

Un’osservazione: l’importanza dell’accordo italo-russo, non solo di natura commerciale, ma con alta valenza politica, richiedeva, come minimo la presenza del nostro Ministro degli Esteri pro-tempore. E appare poco credibile che i principali competitor politici italiani non ne fossero a conoscenza, (http://www.frontiere.eu/?s=lega+e+M5S). Perché i media italiani non hanno dato risalto all’incontro?

FONTI

Gazprom e Snam riesaminano le prospettive di cooperazione1 giugno 2017, 23:55

http://www.gazprom.com/press/news/2018/march/article413260/

Ferrara A. et al. La vita al tempo del petrolio, Agorà & Co, Lugano, 2017

Ferrara A. L’Europa-al-tempo-del-petrolio. Frontiere.eu, 26 novembre 2017

Ferrara A. Partita a scacchi nel Mediterraneo: il Poseidon. Frontiere.eu, 8 dicembre2017

Ferrara A. Lega e 5S: l’energia d’Europa si avvicina o si allontana? , Frontiere.eu, 11 marzo 2018

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