L’Associazione Romagna-Camaldoli invita quest’anno a riflettere sul tema “Le guerre e le vie della pace”: un tema che per millenni ha accompagnato i pensieri e le azioni degli uomini, generando orrore e morte, violenze inflitte e violenze subite, durissime repressioni ma, qualche volta, anche liberazione dalle dittature e dalle più gravi ingiustizie.

Mai peraltro mancarono devastazioni morali e materiali che condussero a radicali trasformazioni nell’assetto delle città, delle nazioni, del mondo intero. Di fronte all’aggressività degli eserciti raramente si elevarono annunci disarmati di una pace che, anche quando arrivava, restava spesso provvisoria e instabile, sempre pronta a essere negata all’insorgere di nuovi conflitti sia interni (la guerra civile) che esterni (la guerra fra stati). Dopo le bombe atomiche sganciate su Hiroshima e Nagasaki il 6 e il 9 agosto del 1945 la guerra mutò radicalmente la propria fisionomia distruttiva e le prospettive di pace furono per decenni assegnate all’equilibrio del terrore fra l’occidente e l’Unione Sovietica. Negli anni della “guerra fredda” la brace sotto la cenere non si era affatto spenta e la corsa agli armamenti ha continuato a incombere fino alle preoccupanti tensioni fra l’America di Donald Trump e la Corea di Kim Jongun non dimenticando la ripresa dei dissidi con l’Iran.

In uno scenario internazionale segnato, come ha detto papa Francesco, da una “guerra globale a pezzetti” il tema della guerra è ritornato oggi di grande attualità anche in Europa: un continente attraversato per secoli da lotte sanguinarie ma che, dopo le devastazioni della II guerra mondiale, scelse di vivere nella democrazia e nella pace pur assistendo, spesso inerte e distratto, a diverse guerre condotte negli ultimi decenni non lontano dai suoi confini, dai Balcani, al nord Africa, al Medio Oriente. È ora urgente chiedersi se la pace non sia divenuta un sogno destinato a infrangersi di fronte alle nuove pulsioni di morte che provengono da un sordido commercio delle armi, dal terrorismo di matrice islamista, dalle risorgenti volontà di potenza sempre più propense a dispiegarsi in un mondo globalizzato incapace di delineare orizzonti per una pacifica convivenza fra i popoli. A questo e ad altri interrogativi cercheranno di rispondere gli ospiti dell’edizione 2017 dei “Nuovi Confronti d’autunno”.

Giorgio Gualdrini

Associazione Romagna- Camaldoli

Il programma degli eventi:

  1. Giovedì 19 Ottobre ore 20,45 – Teatro Masini, p.zza Nenni – FAENZA

Guerra e pace fra storia e contemporaneità

Relatori:

MASSIMO CACCIARI, filosofo, Università Vita e Salute, Milano

DANIELE MENOZZI, storico, Scuola Normale Superiore, Pisa

Introduce GIORGIO GUALDRINI

  1. Giovedì 26 Ottobre ore 20,45 – Sala “De Giovanni” p.zza del Popolo, FAENZA

Le religioni di fronte alla guerra

Relatori:

STEFANO ALLIEVI, sociologo delle religioni, Università di Padova

FABRIZIO MANDREOLI, teologo, Facoltà teologica dell’Emilia-Romagna, Bologna

Introduce DANIELE MORELLI

  1. Lunedì 30 ottobre – Cinema Europa v. Sant’Antonino 4 – FAENZA

La guerra e la pace nel cinema

Proiezione del film “SOLE ALTO” (regia di Dalibor Matanič 2015)

  • Ore 9,30 (per le scuole superiori)

a seguire intervento di:

EMANUELE MARIANI, filosofo, Università di Lisbona.

Introduce MARCO FERRINI

  • Ore 20,45 (per il pubblico)

a seguire intervento di: GIUSEPPE DI SALVATORE, filosofo, Filmexplorer, Basilea – Introduce EMANUELE MARIANI

  1. Venerdì 3 novembre ore 20,45 – Biblioteca Classense v. Baccarini RAVENNA

Le nuove frontiere dei conflitti: globalizzazione, povertà, nazionalismi, terrore

Relatori:

TONIO DELL’OLIO, giornalista, già coordinatore nazionale di Pax Christi

DONATELLA DI CESARE, filosofa, Università “La Sapienza”, Roma

Introduce OTELLO GALASSI

CHI SONO I RELATORI:

MASSIMO CACCIARI è uno dei protagonisti della vita culturale tanto italiana quanto europea. Già professore di “Estetica” a Venezia e preside della Facoltà di Filosofia dell’Università “Vita e Salute” di Milano è oggi professore emerito presso il medesimo ateneo. Innumerevoli le sue pubblicazioni in Italia ed all’estero, fra le quali ricordiamo alcune delle più recenti: “Il potere che frena” (2013), “Europe and Empire: On the Political forms of Globalisation” (2016), “Il tramonto di Padre Polemos” in AA.VV. “Senza la guerra” (2016) e, con Paolo Prodi, “Occidente senza utopie” (2016). E’ membro di numerose istituzioni filosofiche internazionali fra cui il “Collège de Philosophie” di Parigi. Insignito di diverse lauree honoris causa, ha ricevuto il premio Hannah Arendt per la filosofia politica (1999) e quello dell’Accademia di Darmstadt per la diffusione della cultura tedesca (2002). Fin dal 1991 è ospite dei Confronti d’Autunno di Faenza. È stato sindaco della città di Venezia.

DANIELE MENOZZI dopo aver insegnato nelle Università di Bologna, Lecce, Trieste e Firenze, dal 2003 è professore ordinario di Storia Contemporanea presso la Scuola Normale di Pisa. Già Directeur d’études presso l’Ecole Pratique des Hautes Etudes di Parigi, partecipa attualmente alla direzione delle riviste “Storia e problemi contemporanei” e “Archivio italiano per la storia della pietà” ed è coordinatore del semestrale “Rivista di storia del cristianesimo. Innumerevoli le sue pubblicazioni, fra le quali ricordiamo “Giovanni Paolo II. Una transizione incompiuta?” (Morcelliana, 2006), Chiesa, pace e guerra nel Novecento. Verso una delegittimazione dei conflitti” (Il Mulino, 2008); “Chiesa e diritti umani. Legge naturale e modernità politica dalla rivoluzione francese ai nostri giorni” (Il Mulino, 2012), “Giudaica perfidia. Uno stereotipo antisemita fra liturgia e storia” (Il Mulino, 2014), ”I papi e il moderno. Una lettura del cattolicesimo contemporaneo” (Morcelliana, 2016).

STEFANO ALLIEVI, professore di Sociologia all’Università di Padova, è specializzato nello studio dei fenomeni migratori e nell’analisi della presenza dell’islam in Europa. Svolge un’ampia attività di divulgazione e di animazione sociale e culturale (www.stefanoallievi.it.). E’ inoltre membro del “Consiglio per le relazioni con l’islam italiano” presso il Ministero dell’Interno e della “Commissione sul jihadismo” presso la Presidenza del consiglio dei ministri. Suoi saggi sono stati tradotti in varie lingue europee, in arabo e in turco. Tra i libri più recenti: “Il burkini come metafora. Conflitti simbolici sull’islam in Europa” (Castelvecchi, 2017), “Conversioni: verso un nuovo modo di credere?” (Guida, 2017), “Tutto quello che non vi hanno mai detto sull’immigrazione” con G. Dalla Zuanna (Laterza, 2016), “A Dio appartengono i nomi più belli. Come pregano i musulmani” (EDB, 2016), “Nel mondo dei qualsiasi” –poesie- (Manni, 2016).

FABRIZIO MANDREOLI (1972) è presbitero della Diocesi di Bologna. Licenziato in teologia presso la “Facoltà teologica dell’Emilia Romagna” e presso la “Facoltà teologica dell’Italia Settentrionale” (Milano), ha approfondito le discipline teologiche all’ “Istituto per lo studio della fonti medievali” di Francoforte e all’ “Istituto Lonergan di Filosofia e Teologia” del Boston College (USA). Si è inoltre specializzato in lingue semitiche presso diverse università di Gerusalemme. Nominato direttore dell’Ufficio per l’Ecumenismo e il Dialogo interreligioso della Diocesi di Bologna, da diversi anni insegna “Teologia sistematica” e “Teologia fondamentale” presso la Facoltà Teologica di Bologna. Fra le sue pubblicazioni ricordiamo: “Appunti sul Vaticano II. Un modello di discernimento” (2011) e “Giuseppe Dossetti” (2012). Ha inoltre tradotto e curato il volume “L’idea d’Europa. La crisi di ogni politica cristiana” (2013) del filosofo polacco Erich Przywara.

EMANUELE MARIANI è nato a Faenza nel 1976. Laureato all’Università di Bologna, è dottore di ricerca in filosofia presso l’Université Paris-Sorbonne e l’Università del Salento (Lecce). Sotto la direzione di J.-L. Marion de l’Académie française, le sue ricerche si sono concentrate sulla tradizione aristotelica della fenomenologia e sul concetto d’analogia in continuità con il progetto filosofico di Enzo Melandri, cui era stata consacrata la tesi di laurea presso l’Università degli Studi di Bologna. Nel 2011 ha vinto il “Premio Sainati” che gode del sostegno del Presidente della Repubblica e dei Presidenti del Senato e della Camera dei Deputati. A questo riconoscimento è seguita la pubblicazione del volume “Nient’altro che l’essere” (ETS, Pisa 2012). In seguito a un periodo d’attività post-dottorale, Emanuele Mariani è ora ricercatore di ruolo presso l’Universidade de Lisboa dove continua a occuparsi del pensiero fenomenologico tedesco, francese e italiano.

GIUSEPPE DI SALVATORE, nato nel 1977, si è laureato in Filosofia all’Università La Sapienza di Roma. Ha poi conseguito il Diplôme d’études approfondies all’università di Ginevra e il dottorato all’università di Tor Vergata a Roma sotto la guida del professor Jocelyn Benoist. Due volte borsista della Scuola di Alta Formazione Filosofica di Torino, ha svolto attività di ricerca post-dottorale in filosofia del linguaggio all’Università di Ginevra. Attivo per vari anni anche come traduttore di testi filosofici, nel 2010 ha creato e animato il “Centro Studi per il Fenomeno Religioso” presso la Fondazione Campostrini a Verona. Di nuovo in Svizzera, nel 2014 si è dedicato al video-giornalismo lavorando anche come redattore per il cinema presso la piattaforma art-tv.ch. Nel 2016 con Ruth Baettig ha fondato a Basilea la piattaforma filmexplorer.ch, dedicata alle immagini in movimento tra arte e cinema, con approfondimenti critici ed interviste.

TONIO DELL’OLIO è presbitero della Diocesi di Trani – Barletta – Biseglie. Collaboratore del compianto don Tonino Bello, è stato coordinatore nazionale di Pax Christi e fondatore, con don Luigi Ciotti, del settore internazionale di “Libera – associazioni nomi e numeri contro le mafie”. Ha coordinato la mobilitazione per la difesa della legge 185/90 per il controllo del commercio delle armi ed è stato portavoce della “Campagna per la pace in Sudan”. Attualmente è presidente della Pro Civitate Christiana di Assisi. Suoi scritti sono apparsi su numerose testate, tra cui Jesus, Famiglia Cristiana, Micromega, Aggiornamenti Sociali, Carta, Confronti, Rinascita, Solidarietà Internazionale. È inoltre redattore delle riviste Rocca e Mosaico di Pace. Fra le sue pubblicazioni ricordiamo “Parola a rischio: alla scuola di Bartimeo” (Paoline, 2005), pubblicato in Francia col titolo “A l’ecole de Bartimee e “Pace”, nella collana “Le parole delle fedi” (EMI, 2009).

DONATELLA DI CESARE è una delle principali filosofe italiane. Dopo aver ottenuto la borsa di ricerca Alexander von Humboldt all’Università di Heidelberg, è stata l’ultima allieva (l’unica donna) del filosofo Hans-Georg Gadamer. Dal 2001 è professore ordinario di “Filosofia teoretica” all’Università La Sapienza di Roma. Membro delle redazioni di numerose riviste internazionali, dal 2011 al 2015 è stata vicepresidente della Martin Heidegger-Gesellschaft, incarico che ha lasciato dopo le polemiche suscitate dalla pubblicazione dei Quaderni Neri di Heidegger. Dopo essersi concentrata sui temi della Shoah e dell’identità ebraica, ha analizzato gli effetti della globalizzazione scrutando anche le dinamiche del terrorismo islamico. Fra le sue più recenti pubblicazioni in lingua italiana: “Heidegger e gli ebrei. I quaderni neri” (Bollati Boringhieri, 2016), “Tortura” (Bollati Boringhieri, 2016) e “Terrore e modernità” (Einaudi, 2017). Collabora con “Il Corriere della Sera”.

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