Delegazioni di 135 paesi si sono riunite a Roma per dibattere sugli approcci sostenibili per la ricostruzione di città storiche distrutte e danneggiate: si è aperta il 29 novembre 2017 a Roma la 30ª Assemblea Generale del Centro internazionale di studi per la conservazione e il restauro dei beni culturali (ICCROM). La tre giorni romana (29 novembre – 1° dicembre), ha incluso tavole rotonde sugli approcci produttivi e sostenibili a supporto della ricostruzione di città storiche distrutte e danneggiate.

Vi hanno preso parte delegazioni dei 135 Stati membri dell’ICCROM per discutere e approvare gli indirizzi strategici e il piano di lavoro dell’organizzazione.

L’apertura dell’evento ha visto gli interventi inaugurali dei rappresentanti di organizzazioni italiane e internazionali. I relatori hanno sottolineato l’importanza della realizzazione e del rafforzamento di una collaborazione internazionale a vantaggio della conservazione e del restauro del patrimonio e dei beni culturali, raccogliendo le sfide presenti e future. Queste includono la distruzione del patrimonio culturale tangibile in situazioni di conflitto armato, la gestione del rischio di catastrofi, il traffico illecito di beni culturali e i nuovi rischi per il patrimonio culturale intangibile.

I rappresentati di Irak e di Iran.

Nella sua ultima partecipazione in qualità di Direttore Generale, Stefano De Caro ha ringraziato gli Stati membri per la preziosa collaborazione e il loro supporto nel corso dei sei anni di mandato. «Grazie al significativo appoggio di tutti gli Stati membri, unitamente al fermo impegno e al contributo dei professionisti dell’ICCROM, abbiamo potuto implementare i nostri programmi nella volontà di costruire capacità operative all’interno della comunità professionale, a favore della tutela di un patrimonio di inestimabile valore», ha affermato De Caro.

L’esposizione su Palmira

Palmira: rinascere dalle distruzioni, mostra patrocinata dall’Associazione Incontro di Civiltà

All’apertura ufficiale dell’Assemblea Generale è seguita l’inaugurazione della mostra dal titolo PalmiraRinascere dalle distruzioni, evento promosso dall’Associazione Incontro di Civiltà, presieduta dall’ex Ministro per i Beni e le Attività culturali Francesco Rutelli.

In mostra due esempi del patrimonio della città siriana di Palmira. Il primo, una replica del Tempio di Bel, è stato riportato in vita mediante le tecnologie più all’avanguardia. Il secondo, un busto funerario trafugato da Palmira, è stato recuperato in Italia dal Comando dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, e sarà rimpatriato in Siria non appena le condizioni lo consentiranno.

Busto funerario.

Il tema della ricostruzione postbellica affronta la questione degli sviluppi futuri del processo di restauro. «Quando il conflitto in Siria sarà concluso e le condizioni di sicurezza lo consentiranno», ha affermato Rutelli, «occorrerà far fronte alle molteplici questioni relative al ritorno di Palmira al suo antico splendore». «Nel caso di Aleppo e in molte altre zone della regione, non si tratta solo di aspetti puramente tecnici, bensì di scelte, che non dovrebbero in nessun caso condurre a un restauro stile Disneyland», ha poi aggiunto.

Secondo Rutelli, i lavori di restauro e ricostruzione devono essere valutati caso per caso e svolti con estrema attenzione, sulla base di solide conoscenze scientifiche. A questo proposito, la volontà politica delle autorità locali può avvalersi dalla cooperazione internazionale, ma non può cedere di fronte a imposizioni esterne.

L’Associazione Incontro di Civiltà sta inoltre patrocinando una mostra del ricostruito Toro alato di Nimrud, inaugurata a novembre 2017 presso la sede generale dell’UNESCO di Parigi.

Il nuovo Direttore Generale dell’ICCROM

L’Assemblea Generale ha confermato la nomina del Dr. Webber Ndoro a nuovo Direttore Generale dell’ICCROM per il periodo 2017-2013. Ndoro ha una laurea in Storia, conseguita all’Università dello Zimbabwe nel 1982, un master (MPhil) in Archeologia, ottenuto nel 1987 presso l’Università di Cambridge e un master in Conservazione architettonica, conseguito presso l’Università di York. Nel 2000 viene proclamato Dottore di Ricerca in Gestione del Patrimonio all’Università di Uppsala, coronando così la sua formazione accademica.

Dr Webber Ndoro

Ndoro era entrato a far parte dell’organizzazione National Museums and Monuments of Zimbabwe nel 1985 dove aveva prestato servizio in qualità di co-coordinatore del programma museale dal 1992 al 1994 — prima di passare all’Università dello Zimbabwe come docente di gestione del patrimonio. Ha inoltre impartito lezioni all’Università di Bergen in Norvegia e all’Università di Città del Capo in Sudafrica, istituzione di cui è attualmente Ricercatore associato.

La sua prima esperienza all’interno dell’ICCROM risale al 1998, quando ottiene l’incarico della realizzazione in loco di uno dei primi tre progetti del programma AFRICA 2009. Dal 2002, Ndoro è attivo a tempo pieno come membro del gruppo di lavoro del programma AFRICA 2009, fornendo all’ICCROM un’utilissima prospettiva africana rispetto alla pianificazione e all’applicazione del programma. Nel 2007 lascia l’ICCROM e accetta l’incarico di Direttore Esecutivo del Fondo per il patrimonio mondiale africano (AWHF), posizione che continua a ricoprire attualmente.

Nel corso del suo mandato, Ndoro ha aiutato l’AWHF a porsi come una delle principali organizzazioni della regione dedite alla conservazione del patrimonio, ottenendo altresì importanti sovvenzioni. Sotto la guida di Ndoro, l’AWHF ha organizzato e applicato programmi e attività sulla conservazione del patrimonio, intesi a migliorare le candidature a Patrimonio mondiale, consolidare la gestione del rischio di calamità e i sistemi di gestione tradizionali nonché a promuovere nell’area un’imprenditorialità legata al patrimonio.

I successi riportati da Ndoro nell’ambito della conservazione del patrimonio hanno avuto risonanza nel tempo, sia a vantaggio dell’ICCROM come organizzazione, sia nei confronti di un’intera generazione di giovani professionisti in Africa subsahariana e in tutto il mondo. La sua nuova carica arricchirà i legami dell’ICCROM con l’Africa e con tutte le regioni del mondo.

Nel corso dell’Assemblea Generale si è svolto un dibattito intitolato Ricostruzione postbellica: ripresa e coinvolgimento della comunità, in collaborazione con il Centro regionale di conservazione ICCROM-ATHAR di Sharjah, negli Emirati Arabi Uniti.

L’evento ha sottolineato la necessità di coordinamento tra diverse agenzie per lo sviluppo relativamente a temi legati alla ricostruzione, sensibilizzando ed educando le comunità al rispetto delle diversità culturali. La discussione si è incentrata su esempi e casi di studio provenienti da vari paesi del mondo, quali Bosnia e Herzegovina, Giappone, Libano, Mali, Messico, Sri Lanka e Siria.

Il 30 novembre 2017 è stata inoltre inaugurata, presso l’Accademia d’Egitto a Roma, la mostra fotografica Il giorno dopo: ombre del patrimonio; si tratta di una collezione di istantanee prima/dopo, che documentano la portata delle devastazioni del patrimonio culturale di cinque paesi del Medio Oriente: Egitto, Libya, Irak, Siria e Yemen.

Per informazioni:

M. Al-Sayed
Consulente media e comunicazione Tel: (+39) 06 585 53 392
(arabo, inglese, francese)

Paul Arenson
Responsabile dei Servizi di conoscenze e comunicazione, ICCROM Tel: +39 340 8621843
(inglese, francese, italiano)

Sophy Janowski
Direttrice amministrativa e finanziaria, ICCROM  Tel: +39 346 1772569
(inglese e francese)

La 30ª Assemblea generale suggella i sessant’anni di attività dell’ICCROM, un’organizzazione fondata in occasione della 9ª sessione della Conferenza generale dell’UNESCO a Nuova Delhi, nel 1956, allo scopo di studiare le esperienze di restauro e ricostruzione del patrimonio, a seguito della distruzione della Seconda guerra mondiale. La sede operativa dell’organizzazione si trova a Roma, conformemente a un accordo siglato nel 1957 tra il Governo della Repubblica italiana e l’UNESCO.  Nel 2014 l’ICCROM apre il suo primo ufficio regionale presso il Centro per la Conservazione regionale ICCROM-ATHAR, a Sharjah, negli Emirati Arabi Uniti.

Cos’è l’ICCROM

L’ICCROM è l’unica istituzione del suo genere con un mandato internazionale a promuovere la conservazione di tutti i tipi di beni culturali. L’ICCROM è un’organizzazione intergovernativa al servizio dei nostri Stati membri. Contribuisce a diffondere conoscenze, strumenti e formazione a coloro che profondono il proprio impegno per la preservazione della cultura. L’ICCROM lavora a livello internazionale e governativo, sia con le istituzioni sia con professionisti sul campo. Tramite attività divulgative scelte, l’ICCROM intende coinvolgere e informare le nuove generazioni di professionisti e il pubblico in generale, perseguendo un’attività di sensibilizzazione sulle tematiche relative al patrimonio. L’ICCROM è inoltre una rete attiva di professionisti di tutto il mondo, uniti dalla passione per il patrimonio e per la sua tutela.

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