I numeri della  Guerra in  Ucraina:

4.638 vite umane

di Giuseppe Ianniello

E’ il bollettino di guerra pubblicato venerdì 12 dicembre dall’OCHA, l’ufficio delle nazioni unite per gli affari umanitari. Il numero comprende i ribelli pro-russi, militari ucraini, i civili e le 298 vittime del volo Malaysian Airlines abbattuto lo scorso luglio, tutti morti a causa del conflitto che da metà aprile fa tremare l’Est dell’Ucraina. Nello stesso report vengono indicati anche i feriti, ben 10.423. I dati arrivano nella prima giornata del “cessate il fuoco reale”, 24 ore senza ostilità e senza morti, la prima volta in 7 mesi. “E’ la prima volta che non mi annunciano che un soldato ucraino è stato ucciso o ferito durante la notte. Ma tutto resta molto fragile”, le parole del leader Poroshenko nel corso di una visita ufficiale in Australia. Il 20 novembre scorso l’ONU presentò un bilancio, erano 4.317 i caduti in guerra, ciò fa pensare che in quasi 2 settimane le vittime siano aumentate, sfiorando i 300 morti. 542.082 le persone cacciate via dalla propria abitazione e dalla propria città, in giro per il paese, altri 567.956 che, invece, hanno trovato rifugio all’estero.

L’ONU, lunedì pubblicherà un nuovo rapporto sulla situazione dei diritti dell’uomo in Ucraina.

La bandiera della repubblica popolare autoproclamata dai ribelli continua a sventolare nell’Est, in un territorio che va dalla città di Donetsk fino alla frontiera con la Russia. Sono padroni delle regioni di Donetsk e Lougansk, e il 2 novembre hanno portato la popolazione alle urne, facendo eleggere, tramite “finte elezioni”, dei nuovi rappresentanti politici russi. Dalla firma del primo accordo, il 5 settembre a Minsk, i ribelli e le forze ucraine non hanno fatto nulla per ristabilire la situazione. L’accordo comprendeva 12 punti importanti, tra questi : scambio di prigionieri, ritiro delle truppe e del materiale militare russo e il controllo della frontiere tra i due paesi. Come questa, tanti accordi, messi in tavola per negoziare la pace, organizzare un disarmo e trovare un accordo politico dopo 8 mesi, non sono mai andati a buon fine.

Allo stato attuale, l’Ucraina non ha stabilità, è privata della Crimea e dal territorio Est, i ribelli controllano un pezzo di frontiera con la Russia da dove entrano e circolano armi e materiale. Alla stessa frontiera ci sono 142 osservatori dell’OSCE che cercano, con tutti i mezzi a loro disposizione, di far rispettare il cessate il fuoco. La Russia continua ad avere una grande influenza sulla politica Ucraina e pertanto continua ad essere sanzionata dall’UE e dagli Stati Uniti d’America. Putin non demorde, continua a puntare il dito contro gli occidentali dicendo di essere loro la causa della crisi in Ucraina, la causa di quasi 5.000 vittime.

 

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