Cinquemila anni: una tra le città più antiche del mondo, tra quelle abitate dalle origini a oggi. Multan, nel Punjab pakistano, è un crogiolo di attività artigianali, industriali, commerciali di lunghissima tradizione. È stata scelta per un grande progetto di rivitalizzazione a cura del Politecnico di Milano, “Italy for Multan”, la cui prima fase è stata presentata il 31 ottobre 2013 in una conferenza svolta all’Urban Center di Milano, dove il vicesindaco, Ada De Cesaris, ha “tagliato il nastro” di un’esposizione che presenta immagini di questa “città murata” vecchia di 5000 anni. Nell’aprire l’evento, Alessandro Balducci, prorettore del Politecnico milanese, ha ricordato che la collaborazione italo pakistana è cominciata proprio mentre si festeggia il 150mo anniversario dell’ateneo. Giampiero Bracchi, Presidente della Fondazione Politecnico, ha notato come questa città sia uno snodo importante dell’antica “via della Seta”, il percorso seguito dalle carovaniere che trasportavano beni tra il lontano oriente e l’Europa. «Dopo questa prima fase esplorativa – ha detto Bracchi – ci siamo resi conto di quali interventi realizzare per restaurare antichi monumenti e migliorare la qualità urbana, a partire dalle infrastrutture quali strade e canalizzazioni». E Adalberto Del Bo, che coordina il progetto, ha ricordato come questa città sia da tempo immemorabile meta di pellegrinaggi, con i suoi tanti templi, tombe, sacrari e anche chiese. Oggi essa diventa centro di scambi culturali tra i nostri due paesi. Mohammad Akhtar Abbas, viceconsole a Milano della Repubblica islamica del Pakistan ha apprezzato la scenografia realizzata nell’Urban center: due totem ottagonali riproducono la porta urbana Haram, ha citato in particolare le particolari case lignee che caratterizzano l’ambiente urbano (e che necessitano di attenti restauri) e ricordato l’aneddoto secondo il quale proprio in questa città Alessandro magno fu colpito da una freccia avvelenata nel corso della sua straordinaria spedizione che lo portò in India. A conclusione dell’incontro Filippo Alessi, della Direzione generale per la cooperazione allo sviluppo del Ministero degli Esteri ha spiegato che il finanziamento del progetto deriva dall’originale idea attivata dall’Italia, di convertire il debito pubblico di Paesi in difficoltà coi pagamenti, in opportunità di sviluppo. «Invece di insistere perché il debito sia onorato o di cancellarlo, il debito pakistano verso l’Italia, di 80 miliardi di euro, diventa occasione di sviluppo attraverso il sistema di recupero del valore. Lo stato pakistano si impegna a impiegare una cifra equivalente in valuta locale, per finanziare il progetto di rivitalizzazione della città». Si tratta dell’approccio “win win”: nella prima fase oltre settanta tra docenti, ricercatori, tecnici del Politecnico milanese sono stati finanziati per compire un’accurata mappatura della città (dalle condizioni del traffico alla qualità dell’aria, dall’individuazione degli edifici da restaurare alla selezione di aree ove proporre nuove edificazioni) e per stilare un masterplan complessivo per rilanciare la città nelle sue potenzialità artistiche, urbanistiche, storiche così da riproporla agli occhi del mondo come luogo di attività e meta di turismo, «valorizzando i sogni e le capacità professionali locali», come ha specificato Alessi.

Ubicata all’imboccatura delle strade che portano al subcontinente indiano, Multan ha da sempre una vocazione commerciale (importantissimi i suoi bazar). Per questo motivo è stata conquistata più volte da forze straniere nella storia, divenendo un luogo di incontro tra culture diverse. Oggi torna ancora luogo di incontro tra culture, ma secondo una logica di cooperazione. E secondo un modello tutto italiano, che consente di convertire il debito estero non in strumento per opprimere il paese debitore, ma come occasione per aiutarlo a crescere. (LS)

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“Courtesy di Fondazione  Politecnico di Milano”

 

 

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