di Marika Edwige Platania Puglisi

L’uomo da sempre è intervenuto profondamente sull’ambiente, cercando di adattarlo alle proprie esigenze, spesso in modo scorretto. La terra produce cibo nutriente, nonché aria e acqua pulita, l’umanità però sta danneggiando sempre di più i processi naturali legati a tutto questo e gli scienziati, cercano disperatamente soluzioni per invertire questa tendenza. Purtroppo, l’essere umano  non si adatta all’ambiente  in cui vive ma lo adatta a se.

Egli  pensa a sfruttare la terra al massimo concentrandosi sul guadagno possibile, sul potere e non pensa minimamente al futuro, senza tener conto degli effetti devastanti impartiti sul proprio habitat. L’uomo è totalmente incurante del ruolo primario che ha sul pianeta terra, in quanto fu creato da un Dio amorevole che gli aveva affidato in totale libertà,  un pianeta intero compresa tutta la biodiversità  esistente sulla terra. L’antropizzazione selvaggia, come causa principale ha portato gravi effetti  sul clima e  sull’ambiente terrestre.

Ricordiamo ad esempio il disboscamento  selvaggio, non legale e non sostenibile delle coltivazioni di semi di soia, (distruzione della foresta pluviale in America Latina, Amazzonia) appunto non sostenibili per nutrire migliaia e migliaia di animali come polli, vacche e bestiame europeo. Ad esempio l’uso sconsiderato di pesticidi in agricoltura porta effetti gravosi sui coltivatori impiegati nelle colture, determinando immunodepressi.

Le foreste    all’ inizio del 900, ricoprivano una superficie  pari al 40 per cento dell’intero pianeta ora è  diminuita  molto questa percentuale, passando a un 27 per cento. Esse hanno un  ruolo importante, perché  fungono da polmone verde e rappresentano un contenitore di biodiversità, ospitando varie specie animali.

Il disboscamento  porta anche al verificarsi di frane e smottamenti del terreno, quindi catastrofi di larga portata. Si parla tanto di effetto serra che  è  un processo naturale importante per il pianeta, perché rappresenta un filtro naturale di gas per controllare i raggi solari, ma la modifica delle quantità  di tali gas ha portato a una variazione di questo strato protettivo  tanto da portare problemi mondiali in campo climatico, in quanto tale schermo trattiene più  calore con conseguente aumento della temperatura globale. Stando ad alcuni dati, nel 2012 un decesso su otto si è verificato a causa dell’inquinamento atmosferico. L’Organizzazione Mondiale della Sanità riferisce che l’inquinamento atmosferico è nel mondo il principale rischio ambientale per la salute.

Le azioni errate dell’ uomo hanno portato a processi irreversibili e un aumento  di fenomeni  estremi  come uragani, inondamenti  ecc. Altra causa discutibile, è Il bisogno di materie prime e di risorse per sostenere il nostro stile di vita cresciuto a dismisura. Molti  prodotti che acquistiamo tutti i giorni, hanno un effetto diretto o indiretto sul nostro ambiente, infatti il  consumismo eccessivo e dispendioso ha effetti sul pianeta anche se non ce  ne rendiamo conto.

Ad esempio  analizziamo un metallo il coltan  utilizzato per produrre i nostri cellulari, armi, ecc, esso viene estratto nelle miniere del   Congo e rappresenta un minerale che vale il doppio dell’oro. Le miniere sono controllate da guerriglieri del posto che propongono lo sfruttamento di persone e di bambini (i bambini delle miniere). Per concludere, l’effetto combinato del riscaldamento globale, foriero al contempo di desertificazione, di eventi climatici estremi, e della modifica dell’uso dei suoli nelle ultime decadi, ha portato ad una situazione di aumento del rischio alluvionale, che si esplicita nella crescente probabilità  di eventi di notevole intensità. L’uomo in questo caso diventa impotente davanti a tali fenomeni  devastanti, da una parte ne  è  la causa, dall’ altra   rimane inerme e immobile perché  non capace di rendere reversibile il danno da lui stesso causato.

 

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