Singapore, 21 gennaio 2021 – Trentanove ricercatori provenienti dai 5 continenti [Africa: Algeria; America: Canada, Colombia, Messico, Peru; Asia: India, Iran, Giappone, Giodania, Corea, Libano, Nepal, Siria, Turchia; Europa: Austria, Belgio, Francia, Grecia, Italia, Polania, Romania, Spagna, Svezia; Oceania: Australia] e coordinati da Olimpia Niglio (Italia) e Eric Yong Joong Lee (Corea) hanno ottenuto un primo importante risultato scientifico intercontinentale che ha consentito di coordinare conoscenze e politiche culturali per la protezione del patrimonio del mondo. Questo impegno comune si è tradotto nel volume edito a Singapore dal titolo “Transcultural Diplomacy and International Law in Heritage Conservation: A Dialogue between Ethics, Laws, and Culture”, che reca una prefazione di Francesco Francioni, professore emerito della European University Institute (Italia) e di Mons. Francesco Follo, Osservatore Permanente della Santa Sede presso UNESCO (Francia).

Questo libro fornisce un contributo sostanziale alla comprensione del quadro giuridico internazionale per la protezione e la conservazione del patrimonio culturale. Esso offre una serie di analisi elaborate da autorevoli studiosi sull’impatto del diritto nella conservazione del patrimonio. Attraverso un approccio olistico, gli autori aprono la strada a un importante dialogo intorno all’intersezione tra le scienze umane e quelle giuridiche, dimostrando la reciprocità dell’interazione nei programmi e nei progetti di valorizzazione del patrimonio culturale nel mondo.

Questo volume raccoglie per la prima volta una selezione di importanti riflessioni sul ruolo della diplomazia culturale per affrontare le intolleranze che spesso governano le relazioni internazionali, causando danni al patrimonio umano e culturale. Lo scopo principale di questo progetto di ricerca è di analizzare i diversi paradigmi interpretativi che intervengono nella gestione del patrimonio culturale, e di sostenere il miglioramento delle leggi e delle convenzioni internazionali per consentire migliori politiche culturali nelle singole nazioni, come elemento fondamentale per la tutela dei diritti umani.

I curatori sostengono che solo attraverso un dialogo aperto tra le discipline umanistiche e la giurisprudenza la comunità internazionale sarà in grado di proteggere e valorizzare meglio la sovranità e promuovere il patrimonio culturale per lo sviluppo di un mondo migliore. Una ricerca rilevante per gli studiosi che lavorano in aree relative al diritto, alla gestione e alle politiche di conservazione e protezione del patrimonio culturale. (Maggiori informazioni su https://www.springer.com/gp/book/9789811603082)

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