Olimpia Niglio

Tra natura, tradizioni e storia

Nel centro della Colombia un grande polmone verde definisce il territorio del Tolima, una regione ricca di storia precoloniale, di patrimoni rupestri, di tradizioni artigianali, agricole e culturali. A fare da scenografia a tutto questo c’è un paesaggio naturale, unico nel suo genere, dove alte montagne dialogano con ampie vallate che si aprono tra vulcani e parchi naturali da cui nascono fiumi e cascate. Il Tolima è attraversato dal fiume Magdalena che rende il territorio particolarmente fertile e favorevole alla coltivazione di caffè, riso, cotone, canna da zucchero e tabacco. Quest’ultimo è stato un prodotto coltivato soprattutto dalle compagnie inglesi che sin dalla fine del Settecento avevano costruito villaggi per questa specifica coltivazione che veniva poi importata nel vecchio continente (cfr http://www.frontiere.eu/ambalema-sul-fiume-magdalena-tra-le-ande-colombiane-un-angolo-di-paradiso-da-valorizzare/).

Questo paesaggio oggi è costellato da grandi piantagioni di riso e di cotone e la Cordigliera Centrale domina queste bellezze naturali facendo di questa regione un territorio molto variegato per anche per la flora e per la fauna. Certamente le favorevoli condizioni climatiche, con temperature molto moderate e gradevoli, favoriscono la varietà anche dei prodotti agricoli. Qui la natura è molto generosa e l’intensità nonché la varietà dei colori che caratterizzano questo ambiente sono davvero unici.

Per chi arriva nel Tolima attraverso un breve viaggio aereo dall’aeroporto El Dorado di Bogotà è immediato l’impatto con la magnificenza di un paesaggio dalle enormi dimensioni e dai colori stupefacenti. Risulta impossibile non restare attoniti di fronte alla luminosità dell’azzurro del cielo, all’intensità del verde della natura e alle sfumature del rosso e del giallo del tramonto.

Tolima, Ibagué, Tramonto. Foto di Stephen Downes
Tolima. Paesaggio del Vulcano Cerro Bravo osservato dal Vulcano Nevado Del Ruíz, Parco Nazionale dei Nevadi, Colombia (archivio privato)

È in questo angolo di paradiso, nel cuore della Colombia che lo spagnolo Andrés López de Galarza il 14 ottobre del 1550 fonda la città di Villa de San Bonifacio de Ibagué del Valle de las Lanzas, in un luogo a circa 42 km dalla moderna città di Ibagué. Il conquistatore non poteva non essere stato attratto proprio dalla magnificenza della natura che ancora oggi accoglie il visitatore.

Ma le popolazioni indigene, i Pijaos, non amavano gli spagnoli che colonizzavano la zona, così la città fu rifondata nella sua attuale posizione il 7 febbraio 1551. Da aprile a dicembre 1854, Ibagué fu per breve tempo la capitale della Nuova Granada in seguito al colpo di stato promosso da José María Melo, generale e politico nato a Chaparral, Tolima. Nel 1908, quando fu creato il dipartimento di Tolima, Ibagué divenne la capitale del dipartimento. L’Università di Tolima è stata fondata nel 1945, ed è stata elevata a università statale nel 1954. Il 27 agosto del 1980 fu fondata anche l’Università di Ibagué che attualmente, insieme con quella del Tolima, costituisce il nucleo accademico più importante della regione. La città è anche la sede dell’arcidiocesi cattolica romana di Ibagué e la sua cattedrale è caratterizzata da una bella faccia neogotica realizzata nel 1927 su progetto di Federico Pin, ingegnere italiano della Compagnia Ferroviaria Italiana.

Ma la città custodisce tanti altri luoghi di grande interesse culturale. Al primo posto certamente merita che si menzioni il Conservatorio del Tolima, fondato nel 1906 da Alberto Castilla. Qui arrivarono anche tanti musicisti italiani. Al più noto compositore italiano, Oreste Sindici, autore dell’inno nazionale colombiano, si sono affiancati autorevoli altri musicisti tra i quali emerge la professionalità del compositore Cesare Augusto Ciociano il cui ruolo, presso il Conservatorio del Tolima in Ibagué, è stato fondamentale per l’affermazione dell’istituzione in tutto il continente americano e finanche in Europa. Gli studi del professore Humberto Galindo Palma consentono importanti approfondimenti sul tema.

Meritano inoltre particolare attenzione: il Museo di Arte Moderna che accoglie mostre temporanee e permanenti di alto valore artistico e culturale; il Museo Antropologico dell’Università di Tolima; il Teatro del Tolima, opera dell’architetto italiano Antonio Bernardi che realizzò l’opera tra il 1938 e il 1940 secondo lo stile avanguardista del tempo.

La città è caratterizzata da importanti bellezze naturali alcune delle quali presenti nello straordinario giardino botanico “Alejandro Humboldt” nel quartiere di Santa Helena e nel Parco del Centenario. E tutto questo trova collocazione entro una scenografia ambientale unica nel suo genere dove colline, montagne e vulcani dialogano tra loro come a creare un’orchestra e la cui musica non è altro che l’armonia con cui la natura unisce tutto il creato.

La città di Ibagué sorge lungo un pianoro circondato da un’alta catena di montagne, Los Cerros, che dalla collina Pan de Azúcar nel quartiere 20 de Julio, e dalla Valle del Combeima, sede della casa dello scrittore colombiano Jorge Isaacs (1837-1895), si estendono fino a incontrare le terme di Rancho lungo la strada per il Nevado del Tolima, il Nevado del Tolima, il Cerro de La Martinica, il vulcano El Machín e le terme di Gualanday.

Tutta questa armonia, propria della splendida natura andina, contribuisce a fare di Ibagué la Capitale Musicale di Colombia.

Tolima, Arrivando ad Ibagué, Los Cerros, Olimpia Niglio 2014
Tolima, Ibagué, Los Cerros, Olimpia Niglio 2014

Non è un caso che proprio in questo straordinario paesaggio culturale i padri Salesiani, provenienti da Torino (Italia) al principio del XX secolo, decisero di realizzare un convento con chiesa e infatti nel 1904 fu edificata la prima cappella in onore della Vergine del Carmine. Nel 1912, alle pendici del Calambeo, i salesiani fondarono la Scuola Agraria San Jorge, un’importantissima istituzione per la formazione dei giovani impegnati nei lavori agricoli. Infatti, il Tolima ancora oggi è una regione prevalentemente agricola con antiche tradizioni artigianali e tutto questo rende unica la sua realtà sociale e culturale rispetto al resto della nazione.

Ibagué, Complesso di san Jorge in un acquerello di Gustavo Pedraza, 2020

Intanto il 25 settembre 2015, tutti i paesi membri delle Nazioni Unite (tra cui anche la Colombia che ne fa parte dal 5 novembre 1945) hanno approvato l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e i relativi 17 obiettivi di Sviluppo articolati in 169 punti da raggiungere entro il 2030 ( cfr https://en.unesco.org/sustainabledevelopmentgoals). Con questo documento tutti i Paesi sono chiamati a contribuire allo sforzo di portare il mondo su un sentiero sostenibile, senza più distinzione tra Paesi sviluppati, emergenti e in via di sviluppo, anche se evidentemente le problematiche possono essere diverse a seconda del livello di sviluppo conseguito. Ciò significa che ogni Paese deve impegnarsi a definire una propria strategia di sviluppo sostenibile e di rispetto dell’ambiente che consenta di raggiungere gli Obiettivi di sviluppo, rendicontando sui risultati conseguiti all’interno di un processo coordinato dall’ONU.

Tuttavia, osservando molto attentamente quando accade nelle singole realtà dei territori colombiani sembra che la Colombia non sia per nulla interessata ad occuparsi di sostenibilità ambientale tanto che l’esperienza Covid-19 non ha insegnato nulla. Infatti, continuano indisturbate le azioni di distruzione del paesaggio naturale a favore di scellerati costruttori che vedono solo profitti a favore della cementificazione.

È quanto sta accadendo proprio nella città di Ibagué, capitale del Tolima, dove non solo è a rischio il patrimonio salesiano e tutto il parco circostante al fin di realizzare l’ennesima strada a scorrimento veloce per favorire l’inquinamento dell’ambiente, ma è fortemente compromessa la conservazione del Calambeo, una straordinaria riserva naturale che invece merita di essere protetta e valorizzata. Purtroppo, gli strumenti urbanistici non hanno tenuto conto della storia e delle bellezze naturali di questo territorio, in quanto chi spesso è chiamato a realizzare questi strumenti di governo del territorio purtroppo ha da assolvere ad altre priorità e non certamente a quelle culturali e al rispetto dell’ambiente naturale.

L’invito è quindi a riflettere su quell’armonia della natura che caratterizza questo territorio tolimense e che rende degno anche il riconoscimento di Ibagué quale città capitale della musica. Se tutto questo un giorno dovesse essere cancellato per l’egoismo umano, allora finirà anche la musica perché questa non avrà più motivo di esistere. La musica è la natura.

Nel 2014 la rivista messicana HORIZONTES DE AQUITECTURA, con il contributo di Olimpia Niglio, dedica la copertina al paesaggio culturale della città di Ibagué.

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