di Marika Edwige Platania Puglisi

Lungo le fasce costiere italiane in gran parte nell’Italia meridionale, è frequente, avvistare torrioni isolati, di dimensioni e forme diverse, alcuni ben recuperati altri diroccati. Sono i resti di un sistema difensivo per contrastare gli assalti dapprima dei Saraceni e successivamente dei pirati barbareschi e Turchi. La fitta rete di fortezze comunicava vicendevolmente attraverso segnali luminosi o sonori. In Sicilia, le prime risalgono tra il 1313 e il 1345, fu progettato un sistema difensivo di torri robuste, armate con artiglieria leggera. L’architetto fiorentino Camillo Camilliani fece una descrizione dell’isola e dove erano ubicate queste costruzioni d’architettura militare nella sua opera “Descrizione della Sicilia”, egli stesso ne fu progettista e ricevette l’incarico da parte del Parlamento siciliano nel 1583. Le torri d’avvistamento dal punto di vista geometrico, si sviluppano lungo l’asse tridimensionale dell’altezza che risulta decisamente maggiore rispetto alla base. Quelle a base circolare erano staticamente più affidabili, ma non tanto facili da costruire per il semplice fatto che i conci di pietra dovevano essere tagliati con facce interne inclinate. Non esistono solo torri costiere, molte sono state edificate nell’entroterra che nel tempo sono diventate parte integrante della struttura urbana moderna. Si costruirono torri ancora durante il 1800 per le invasioni da parte delle armate napoleoniche, cambiando la tipologia (costruite sul tipo delle Torri Martello). Un esempio il Forte degli inglesi a Messina e la Torre Magnisi presso Priolo Gargallo in provincia di Siracua.
Nei secoli successivi non vennero costruiti più edifici del genere. Nel ventesimo secolo furono realizzati altri tipi di fortificazioni militari difensivi, i bunker e le casematte. Quest’ultima si differenzia dal bunker perché la casamatta serviva più che altro per alloggiare le armi, cannoni ecc. Invece il bunker è una costruzione a volte ipogea che può comprendere una o più casematte. Utilizzati a partire dalla prima guerra mondiale, in particolare nella seconda guerra mondiale ritroviamo il bunker da difesa costiera, costruiti in cemento armato e dotati di feritoie dalle quali poter sparare ad esempio con una mitragliatrice. Sia le torri che i bunker sono edifici d’architettura militare, le prime sono state ampiamente recuperate anche se molte sono pervenute ai posteri sotto forma di ruderi perché mal conservate. Bunker e casematte si trovano nella maggior parte dei casi ubicate in un contesto naturalistico e ambientale di interesse collettivo, essi rappresentano una risorsa impiegabile non solo in funzione della fruizione escursionistica da parte dei turisti o della popolazione locale, possono essere integrati nel contesto naturalistico recuperando la parte architettonica del manufatto bellico e destinandolo a usi biocompatibili con l’ambiente circostante.

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