Città è benessere

Questo è il titolo del secondo convengo  che, mercoledì 15 maggio, h. 18,30 alla Centrale dell’Acqua (Piazza Diocleziano 5 Milano, linea Metropolitana 5 “lilla” fermate Cenisio o Gerusalemme) accompagna la mostra “Margini: riscoprire l’identità nella città-territorio. Giancarlo Marzorati e i progetti per l’accoglienza, il benessere, la cultura”.

Città è benessere: può sembrare una provocazione nell’epoca in cui ci sentiamo insidiati dall’inquinamento ovunque ci si giri: nell’aria che si respira, nell’acqua che si beve, nel cibo che si mangia. Ma la città, in quanto luogo della socialità, della convivenza e della civiltà, è proprio là dove l’inquinamento può essere sconfitto. E dove la qualità di vita è vocata a migliorare di anno in anno.

Ne discutono progettisti, urbanisti, medici amministratori pubblici.

Intervengono

Maurizio Bessi Capo Ufficio Stampa ASL Milano 1

Margherita Brianza Architetto paesaggista, fondatrice di P’ARCNOUVEAU, curatrice del verde a Citylife

Aldo Ferrara Professore f.r. di Malattie Respiratorie nelle Università di Milano e Siena, espero dell’inquinamento urbano

Carlo Gerosa Urbanista, esperto in processi integrati di valutazione ambientale strategica

Alberto Salvati Architetto, Studio Salvati Architetti Associati

Alberto Sanna Ingegnere, Direttore del Centro di Tecnologie Avanzate per la Salute e il Benessere, Ospedale San Raffaele, Milano

AnnaGrazia Tamborini Architetto, titolare di Wellness Design

Mercoledì 15 maggio, h 18,30 Centrale dell’Acqua,  Piazza Diocleziano 5, Milano

(metropolitana linea 5, fermate Cenisio o Gerusalemme)

Ingresso libero

Per informazioni: 3392116157

 

Maurizio Bessi:

Oggi il termalismo, all’interno del merc­ato del benessere, non è più inteso alla semplice cura di patologie, ma piuttosto a favorire “lo stato psicofisic­o, sociale, emotivo e spirituale di benessere della persona”. Si ricercano sempre di più le attività ludiche, di prevenz­ione e di medi­cina estetica: cioè prestazioni non di stre­tta attinenza all’aggettivo “ter­male” come lo si intendeva in passato, quando le terme fornivano in prevalenza cure, perlopiù a un ristretto pubbli­co borghese o ai ceti popolari attra­verso il sistema san­itario pubblico”.

Margherita Brianza:

Costruire paesaggi equivale a creare relazioni significative che, esplorando  le nostre tracce più recondite ed ancestrali, generino il senso di appartenenza e di familiarità che ognuno di noi ha con la natura e con la società. Innamorati dell’innovazione, abbiamo deciso di applicare alla progettazione i principi della Biofilia “(…) che mira a collegare e incorporare le persone con l’ambiente che le circonda, riconnettendo la natura umana con il mondo naturale” (E.O. Wilson)

Aldo Ferrara:

Ripristinare condizioni migliori nelle città è possibile solo con un’integrazione interdisciplinare che veda urbanista, epidemiologo e climatologo assieme artefici della rivisitazione urbana.

Il drammatico fenomeno dell’inquinamento è in prevalenza interpretato come fenomeno outdoor: esterno alle abitazioni e agli edifici pubblici. Ma in realtà comporta anche l’alterazione delle condizioni climatiche indoor, portando alla Sindrome dell’Edificio Malato. Le alterazioni del microclima interno finiscono per acquisire lo stesso grado di inquinamento esterno, con l’aggravante che l’ambiente confinato impedisce un ricambio d’aria efficace.

Carlo Gerosa:

Comunemente si tende a collegare la parola “suono” a qualcosa di piacevole e la parola “rumore” a qualcosa di fastidioso, ma questa differenza è piuttosto soggettiva e legata al contesto in cui un suono o un rumore sono inseriti. Il rombo del motore di un’auto di Formula 1 può essere un fastidioso rumore oppure un bellissimo suono: dipende se chi lo ascolta è un appassionato di corse automobilistiche oppure un amante della natura e della tranquillità. L’accetabilità dei livelli sonori riscontrabili in un ambiente di vita non è determinata da “ quanti decibel” ci sono, ma da quale sorgente eroga quei decibel. La normativa in tal senso dovrebbe essere riveduta e corretta.

Alberto Salvati:

Gli studi sullo spazio interno ed esterno dell’architettura a partire da sensibilità e visioni diverse conducono (lo credo fermamente) allo spazio-benessere. Accanto agli elementi razionali agiscono sull’uomo anche momenti estetici che devono ritrovarsi entrambi fusi e amalgamati nei nostri ambienti domestici, così come in quelli lavorativi. È a suo modo una sintesi delle arti. Un approccio al progetto che credo condivida, ancor oggi, anche Giancarlo Marzorati.

Alberto Sanna:

Nel contesto tecnologico, economico e sociale odierno, dominato dalle immense opportunità di sviluppo di servizi innovativi, è dunque fondamentale che la Salute e il Ben-Essere siano centrali nei processi di innovazione tecnologica e nei modelli di crescita economica e sociale in ogni settore. L’Ingegneria della Consapevolezza contribuisce alle sfide della scienza e della trasformazione degli ecosistemi socio-tecnologici per rendere Salute e Ben-Essere parte integrante e pervasiva della quotidianità e migliorare concretamente la qualità della vita.

AnnaGrazia Tamborini:

L’idea di benessere in ambito urbano (e non) è associata a quella della natura e del ritrovare se stessi, come tempi, spazi e rapporto con gli ambienti: piazze, viali, giardini, parchi per rispondere all’assillo della vita “non umana”, che spinge spesso le persone a ricercare la quiete negli ambienti privati. A Milano sono state aperte nuove piazze e nuovi spazi pubblici: ma, questa è la domanda, si tratta di spazi pensati per soddisfare la richiesta di benessere attuale? Si tenga presente che Milano è città d’acqua e tanta parte della ricerca del benessere avviene attraverso SPA (che un astuto marketing degli anni ’90 ha ricondotto all’acronimo di salus per aquam). A volte basta semplicemente contemplare il placido fluire dell’acqua per provare benessere, biofilia: è una condizione ben spiegata dai neuroscienziati.

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